Il glaucoma è una malattia che colpisce il nervo ottico ed è dovuta ad un’eccessiva pressione all’interno dell’occhio. Se la malattia non viene curata tempestivamente il   nervo si danneggia progressivamente, fino alla completa cecità.
Si manifesta prevalentemente in età adulta (dopo i 40 anni) ed è la seconda causa di cecità (dopo la cataratta).

Ci sono due forme principali di glaucoma:                                                      
Glaucoma primario ad angolo aperto: è il tipo più diffuso di glaucoma. Si   manifesta attraverso il restringimento eccessivo dei condotti che devono far defluire   l’umore acqueo. È una malattia che compare soprattutto in età adulta, in particolare   dopo  i 65 anni.
Glaucoma acuto ad angolo chiuso: in questo caso è l’iride che blocca il passaggio e  il deflusso di umore acqueo, acutizzando la pressione oculare. Si tratta di una malattia ereditaria, ma il rischio aumenta con l’invecchiamento.

TERAPIA DEL GLAUCOMA

Quando il trattamento farmacologico, composto essenzialmente dall’uso di colliri non è sufficiente, si può ricorrere al trattamento di Chirurgia laser SLT (Trabeculoplastica selettiva) per la risoluzione della pressione intraoculare nel glaucoma ad angolo aperto e pigmentato oppure all’ Nd:YAG laser.

– Cos’è l’Nd:YAG laser? È un laser, detto a “stato solido”, che serve per curare alcune malattie degli occhi. La sua peculiarità consiste nel distruggere il tessuto bersaglio: per questa sua caratteristica è detto “laser fotodistruttivo” .

– Quando si utilizza? L’Nd:YAG laser viene impiegato ambulatorialmente per trattare:
Il glaucoma ad angolo stretto: la riduzione di ampiezza dell’angolo irido corneale causa un incremento della pressione intraoculare. Attraverso l’Nd:YAG Laser si fanno uno o più fori sull’iride che permettono di facilitare il deflusso dell’umor acqueo e, quindi, di ridurre la pressione intraoculare.
Nelle forme di glaucoma primario ad angolo aperto si può utilizzare l’Nd:YAG laser per trattare una struttura dell’occhio, chiamata trabecolato, che serve al deflusso dell’umor acqueo (SLT Selective Laser Trabeculoplasty). Questo trattamento è raccomandato solo in quelle forme di glaucoma refrattarie alla terapia medica (che non rispondono più alla terapia classica con i colliri). Il trattamento consiste nel colpire con diversi spot laser il trabecolato stesso: il liquido contenuto nell’occhio può defluire più facilmente e la pressione all’interno dell’occhio si riduce.

Come viene eseguito il trattamento? L’intervento è ambulatoriale. A chi si sottopone al trattamento (previa firma del consenso informato) vengono instillate gocce anestetiche nell’occhio per evitare il dolore. Successivamente l’oculista impiega una lente per osservare meglio la zona da operare e, quindi, utilizza una mira luminosa per indirizzare correttamente il laser sulle strutture che devono essere forate. Durante il trattamento si può avvertire un leggero fastidio all’occhio. Al termine del trattamento viene generalmente instillato un collirio antinfiammatorio. Sono necessari ulteriori controlli medico-oculistici nei giorni successivi all’operazione.

Quali precauzioni bisogna prendere prima e dopo il trattamento? Il giorno stesso e nei giorni successivi (il cui numero varia a seconda dalla malattia) è importante non sottoporsi a compiti faticosi. Le terapie che vengono prescritte dopo l’intervento sono a base di colliri conto l’infiammazione e quelli che riducono la pressione intraoculare (da instillare per sette-dieci giorni dopo il laser).

Quali possono essere gli effetti collaterali? L’effetto collaterale più frequente, ma anche meno grave, può essere un arrossamento dell’occhio causato dalla lente che il medico oculista ha utilizzato durante il trattamento (facendola entrare in contatto con la superficie oculare); questo problema può comunque risolversi spontaneamente nell’arco di pochi giorni. Durante il trattamento si possono verificare dei lievi sanguinamenti, che però in genere si risolvono nell’arco di pochi minuti. Una complicazione possibile è, inoltre, la comparsa di rotture periferiche della retina a seguito di trattamento laser per l’opacizzazione (secondaria) del cristallino. Rara evenienza è, infine, la formazione di un edema maculare che di solito si risolve spontaneamente.